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Giuseppe Amadei Da Gutenberg a Bodoni ed oltre: la stampa resiste e la cultura avanza

Da Gutenberg a Bodoni ed oltre: la stampa resiste e la cultura avanza

borghi-quadro-bertani In un mondo in cui avvengono profonde rivoluzioni tecnologiche, si fa un gran parlare sul futuro della carta stampata, dopo lo tsunami dell’invenzione del primo “personal computer” da parte del geniale Steve Jobs. Le modalità di comunicazione future introdurranno nuovi modi di organizzare la società, cambiando completamente la nostra idea di cosa significhi essere umani. Borghi percepisce il cambiamento che la storia induce nella vita degli uomini e l’insufficienza del modello attuale, ma nello stesso tempo, in questo grande e importante dipinto, esalta l’invenzione della stampa fatta dallo straordinario tipografo Gutenberg ed apprezza il perfezionamento dei caratteri tipografici descritti nel famoso “Manuale” del celebre inventore Giambattista Bodoni, cittadino parmense di adozione. Nel dipinto sono del tutto evidenti: la ruota del torchio stellare azionata a mano – come dal suo ideatore – per fare avanzare il piano fra due rulli e consentire l’impressione del foglio; la grande ed alta pressa centrale fra una cascata di colori rossi, bianchi, neri ed è proprio il nero che assembla in sè tutti i colori e tutti i misteri della vita; quel nero che, in fondo, è come la tristezza oltre il sorriso del clown del circo equestre. I dipinti di Borghi non sono mai un semplice quadro: egli pensa l’arte come un evento che deve sempre scuotere e suscitare interesse. Lascia spazio al primato dell’espressione individuale, moltiplicando i linguaggi narrativi. Egli punta sulla materia, sul gesto e sulla luce, dissacrando l’eloquenza tradizionale, provocando la crisi della forma, recuperando una degradazione dell’immagine; dunque, egli cambia il concetto di spazio ed esplora nuovi significati nell’utilizzo delle tonalità, non volendo salvare la forma, ma il colore e l’atmosfera che si crea attorno al dipinto. Dopo l’uso della materia e del gesto, la terza forza su cui si concretizza l’opera di Borghi, è rappresentata dalla luce che egli tratta come un elemento a sè stante, estrapolandola dal contesto dell’opera reale: è il racconto di una luce che pervade il dipinto, a volte quasi provenisse dall’esterno, come un simbolico messaggio luminoso; a volte come giungesse dall’interno ed emanasse dal colore stesso. Dunque, Borghi, ovverosia inesauribile vigore creativo e sorprendente modernità espressiva.

Giuseppe Amadei